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La luce della Trasfigurazione e il buio dei conflitti

Nella II Domenica di Quaresima, dopo la riflessione sul Vangelo della Trasfigurazione, da Piazza San Pietro si è levato l’appello di Papa Leone alle parti coinvolte nei conflitti in Medio Oriente perché si fermi la spirale di violenza e alla diplomazia perché sia promosso il bene dei popoli.

Città del Vaticano – Un Vangelo pieno di luce quello della II Domenica di Quaresima. È il racconto della Trasfigurazione di Gesù riportato da Matteo al capitolo 17, vv. 1-9. Papa Leone parte dalla riflessione su questa pagina per condurre alla comprensione di ciò che il Signore opera nella storia di ciascuno, quando gli lasciamo illuminare la mente e il cuore. Una luce che sembra non essere accolta da chi, in questo tempo, sta portando avanti azioni belliche in Medio Oriente e in altre parti del mondo e a cui Leone ha indirizzato un forte appello alla responsabilità.

Una sorpresa di salvezza da cogliere nella luce trasfigurante del Cristo

Il Cristo sul Tabor è tra Mosè ed Elia, tra la Legge e la Profezia. È il Verbo fatto carne che porta a compimento ogni parola divina. Il Padre, come nel giorno del battesimo al Giordano, proclama: «Questi è il Figlio mio, l’amato» e lo Spirito Santo avvolge Gesù di una «nube luminosa» (Mt 17,5).
Quando il Signore si fa vedere, spiega il Papa, mostra la sua eccedenza: Gesù, con il volto che brilla «come il sole» e le vesti «candide come la luce», rivela a Pietro, Giacomo e Giovanni lo splendore umano di Dio. È una solenne confidenza che fa a loro, non uno spettacolo per le folle. È un anticipo della luce della Pasqua, quella luce che il Cristo irradia “su tutti i corpi flagellati dalla violenza, sui corpi crocifissi dal dolore, sui corpi abbandonati nella miseria”. Le piaghe della storia vengono trasfigurate dal Cristo che illumina mente e cuore, rivelandoci una sorpresa di salvezza. Leone si chiede se ci lasciamo affascinare da questa sorpresa, se “il volto di Dio trova in noi uno sguardo di meraviglia e di amore”.
I discepoli nel fulgore di Cristo hanno visto il dono che il Padre ci fa per salvarci, ossia il Figlio, e l’annuncio della risurrezione futura: ma per comprendere l’importanza di tutto questo occorre tempo e custodia (cfr Mt 17,9), un tempo di silenzio e ascolto della Parola, un tempo di conversione in cui gustare la compagnia del Signore. Proprio la Quaresima ci dona questo tempo e ciascuno è chiamato a farne un sapiente uso.

L’appello di Leone alle parti coinvolte nei conflitti internazionali

Quel tempo di silenzio, ascolto, conversione che è la Quaresima, visti i recenti accadimenti internazionali, non sembra essere tenuto in alcun conto dalle parti coinvolte nei conflitti.
Appena dopo la preghiera dell’Angelus, Leone, con volto visibilmente teso, ha manifestato la sua profonda preoccupazione per quanto sta accadendo in Medio Oriente e in Iran. Con forza ha ribadito che stabilità e pace non si costruiscono con minacce reciproche o armi, cause di distruzione, dolore e morte, bensì con un dialogo ragionevole, autentico e responsabile.
È seguito un accorato appello alle parti coinvolte ad assumersi la responsabilità morale di fermare la spirale della violenza e alla diplomazia a ritrovare il proprio ruolo e a promuovere il bene dei popoli, che anelano a una convivenza pacifica, fondata sulla giustizia. Inoltre, l’invito rivolto a tutti è stato quello di continuare a pregare per la pace.
Papa Leone ha manifestato preoccupazione anche per gli scontri tra Pakistan e Afghanistan chiedendo ancora una volta un urgente ritorno al dialogo e la preghiera di tutti perché la concordia possa prevalere in tutti i conflitti nel mondo e la pace possa sanare le ferite tra i popoli.
A seguire, la preghiera per le popolazioni dello Stato brasiliano di Minas Gerais, colpite da violente inondazioni, e il saluto ai pellegrini, in particolare al gruppo di Camerunesi che vivono a Roma, dato che visiterà il loro Paese in aprile.
Il Papa ha concluso salutando anche i fedeli giunti da Spagna, Romania, Slovacchia, Massachusetts (USA) e da numerose parti d’Italia.

La luce della Trasfigurazione e il buio dei conflitti

Nella II Domenica di Quaresima, dopo la riflessione sul Vangelo della Trasfigurazione, da Piazza San Pietro si è levato l’appello di Papa Leone alle parti coinvolte nei conflitti in Medio Oriente perché si fermi la spirale di violenza e alla diplomazia perché sia promosso il bene dei popoli.

Città del Vaticano – Un Vangelo pieno di luce quello della II Domenica di Quaresima. È il racconto della Trasfigurazione di Gesù riportato da Matteo al capitolo 17, vv. 1-9. Papa Leone parte dalla riflessione su questa pagina per condurre alla comprensione di ciò che il Signore opera nella storia di ciascuno, quando gli lasciamo illuminare la mente e il cuore. Una luce che sembra non essere accolta da chi, in questo tempo, sta portando avanti azioni belliche in Medio Oriente e in altre parti del mondo e a cui Leone ha indirizzato un forte appello alla responsabilità.

Una sorpresa di salvezza da cogliere nella luce trasfigurante del Cristo

Il Cristo sul Tabor è tra Mosè ed Elia, tra la Legge e la Profezia. È il Verbo fatto carne che porta a compimento ogni parola divina. Il Padre, come nel giorno del battesimo al Giordano, proclama: «Questi è il Figlio mio, l’amato» e lo Spirito Santo avvolge Gesù di una «nube luminosa» (Mt 17,5).
Quando il Signore si fa vedere, spiega il Papa, mostra la sua eccedenza: Gesù, con il volto che brilla «come il sole» e le vesti «candide come la luce», rivela a Pietro, Giacomo e Giovanni lo splendore umano di Dio. È una solenne confidenza che fa a loro, non uno spettacolo per le folle. È un anticipo della luce della Pasqua, quella luce che il Cristo irradia “su tutti i corpi flagellati dalla violenza, sui corpi crocifissi dal dolore, sui corpi abbandonati nella miseria”. Le piaghe della storia vengono trasfigurate dal Cristo che illumina mente e cuore, rivelandoci una sorpresa di salvezza. Leone si chiede se ci lasciamo affascinare da questa sorpresa, se “il volto di Dio trova in noi uno sguardo di meraviglia e di amore”.
I discepoli nel fulgore di Cristo hanno visto il dono che il Padre ci fa per salvarci, ossia il Figlio, e l’annuncio della risurrezione futura: ma per comprendere l’importanza di tutto questo occorre tempo e custodia (cfr Mt 17,9), un tempo di silenzio e ascolto della Parola, un tempo di conversione in cui gustare la compagnia del Signore. Proprio la Quaresima ci dona questo tempo e ciascuno è chiamato a farne un sapiente uso.

L’appello di Leone alle parti coinvolte nei conflitti internazionali

Quel tempo di silenzio, ascolto, conversione che è la Quaresima, visti i recenti accadimenti internazionali, non sembra essere tenuto in alcun conto dalle parti coinvolte nei conflitti.
Appena dopo la preghiera dell’Angelus, Leone, con volto visibilmente teso, ha manifestato la sua profonda preoccupazione per quanto sta accadendo in Medio Oriente e in Iran. Con forza ha ribadito che stabilità e pace non si costruiscono con minacce reciproche o armi, cause di distruzione, dolore e morte, bensì con un dialogo ragionevole, autentico e responsabile.
È seguito un accorato appello alle parti coinvolte ad assumersi la responsabilità morale di fermare la spirale della violenza e alla diplomazia a ritrovare il proprio ruolo e a promuovere il bene dei popoli, che anelano a una convivenza pacifica, fondata sulla giustizia. Inoltre, l’invito rivolto a tutti è stato quello di continuare a pregare per la pace.
Papa Leone ha manifestato preoccupazione anche per gli scontri tra Pakistan e Afghanistan chiedendo ancora una volta un urgente ritorno al dialogo e la preghiera di tutti perché la concordia possa prevalere in tutti i conflitti nel mondo e la pace possa sanare le ferite tra i popoli.
A seguire, la preghiera per le popolazioni dello Stato brasiliano di Minas Gerais, colpite da violente inondazioni, e il saluto ai pellegrini, in particolare al gruppo di Camerunesi che vivono a Roma, dato che visiterà il loro Paese in aprile.
Il Papa ha concluso salutando anche i fedeli giunti da Spagna, Romania, Slovacchia, Massachusetts (USA) e da numerose parti d’Italia.

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