Il sussidio per la Settimana quest’anno è stato elaborato da un gruppo ecumenico coordinato dal Dipartimento per le Relazioni Interreligiose della Chiesa Apostolica Armena. Il tema scelto “Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati” (Ef 4,4)
Città del Vaticano – La Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani è un tempo molto importante per la Chiesa Universale, per invocare quello spirito di unità che diventa motivo di slancio per il cammino di tutto il popolo cristiano. Lo stesso Papa Leone XIV nell’Angelus di ieri ha incoraggiato la preghiera, promuovendo l’iniziativa e ricostruendone alcuni aspetti storici.
Da Leone XIII a Leone XIV
L’iniziativa nasce poco più di due secoli fa, ma è Papa Leone XIII a sostenerla maggiormente. Non a caso, cento anni fa, vengono pubblicati per la prima volta i “Suggerimenti per l’Ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani”.
Al giorno d’oggi, viene prodotto un sussidio, pubblicato qui sul sito del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, che si può utilizzare sia nella Settimana consueta sia per tutto l’anno. Dal 1968 il tema è differente e dal 1975 i testi vengono preparati ogni anno da un gruppo ecumenico locale in un Paese diverso.
Il tema del 2026, come ricordato nell’Angelus da Papa Leone XIV, è tratto dalla Lettera agli Efesini: «Un solo corpo e un solo Spirito, come una sola è la speranza a cui siete stati chiamati» (Ef 4,4). Un tema in piena linea con il pontificato attuale, dove l’unità è proprio nel motto papale, oltre che essere al centro del magistero del Papa.
La Settimana nel mondo
Il testo diffuso dal Dicastero è da considerarsi una guida utile davvero per l’intero anno. Forse non tutti sanno che la Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani si celebra in momenti diversi a seconda dell’emisfero di residenza dei fedeli. Mentre in quello boreale, si celebra orientativamente sempre tra la Festa della Cattedra di San Pietro (18 gennaio) e la Festa della Conversione di San Paolo (25 gennaio), nell’emisfero australe, dove il primo mese dell’anno è estate ed è un tempo di vacanza, si predilige celebrarla nel tempo di Pentecoste, altro periodo simbolico per l’Unità della Chiesa.
La celebrazione ecumenica per quest’anno
Il contributo al sussidio di quest’anno fornito dalla Chiesa Apostolica Armena, una delle più antiche comunità cristiane del mondo, si ritrova non solo nell’introduzione teologico-pastorale e nelle riflessioni scritte per gli otto giorni, ma anche nell’impianto dello schema per la celebrazione ecumenica. Il tema della celebrazione, Luce da Luce per la Luce, si ispira al carattere riferito a Cristo, così come affermato dal Credo niceno-costantinopolitano, di cui nell’anno appena trascorso abbiamo commemorato il 1700° anniversario. Inoltre, la celebrazione è un adattamento della “Celebrazione all’alba”, una delle ore di preghiera quotidiane della Chiesa armena, stilata dal Catholicòs san Narsete “il Grazioso” di Gla (†1173) con la finalità di riportare a Cristo una setta di adoratori del Sole molto diffusa ai suoi tempi in Armenia.
Una comune eredità
Attraverso i testi del sussidio per la Settimana si può meglio comprendere la bellezza di questa iniziativa di preghiera, riconoscendo questa comune eredità di fede e tradizioni che unisce tanti cristiani nel mondo e di cui occorre fare tesoro in ogni tempo.