Papa Leone XIV riflette sulla parabola del seminatore e ricorda che Dio continua a seminare fiducia nel cuore dell’uomo. Al termine, rinnova il suo appello alla pace e al dialogo tra i popoli.
Castel Gandolfo (RM) – Da pochi giorni Papa Leone XIV è nuovamente nel borgo dei Castelli Romani per un periodo di riposo e preghiera che proseguirà fino quasi al termine di luglio. Dall’ingresso del Palazzo Apostolico, in una Piazza della Libertà gremita di pellegrini e visitatori, il Pontefice ha recitato il primo Angelus a Castel Gandolfo di quest’estate. Partendo dalla riflessione sulla parabola del seminatore, proposta dalla liturgia domenicale. Papa Leone ha sottolineato come Dio continui a spargere la sua Parola con generosità e fiducia, senza lasciarsi scoraggiare dalle fragilità dell’uomo.
Un seme che continua a portare frutto
È Gesù stesso il seme che il Padre continua a seminare nel mondo perché porti frutto. “A volte, incontra in noi un terreno duro e insensibile, altre volte distratto, simile al suolo battuto dei sentieri, al terreno sassoso, ai cespugli dei rovi; ma ci sono momenti in cui trova una terra ricettiva e feconda, e allora si innescano miracoli d’amore capaci di cambiare tutto il resto”.
E “il Signore”, che conosce bene il terreno del nostro cuore, meglio di quanto noi stessi lo conosciamo, “non smette di credere in noi“. Ma dipende da come noi accogliamo il seme il modo in cui porta frutto.
Inoltre, il Pontefice ha esortato, in questo tempo estivo, a ritagliarsi momenti di ascolto, alla lettura e alla meditazione della Parola, di silenzio e di preghiera oltre al necessario riposo.
“I venti di guerra non spengano la speranza”
Al termine della preghiera dell’Angelus, il pensiero del Santo Padre, poi, si è rivolto alle situazioni di conflitto che continuano a ferire il mondo. Richiamando le sofferenze provocate dalle guerre in Medio Oriente, in Ucraina e in altre regioni, Leone XIV ha invitato a non lasciare che la violenza soffochi la speranza. Rinnovando il proprio auspicio per una pace giusta e duratura, il Pontefice ha indicato ancora una volta nel dialogo, nell’incontro e nella diplomazia la strada da percorrere per favorire la riconciliazione tra i popoli e il rispetto della dignità di ogni persona.
Poco dopo, utilizzando un piccolo mezzo elettrico, ha fatto un veloce giro della piazza per salutare i fedeli festanti e dedicarsi all’incontro con bambini, pellegrini ma anche residenti del borgo sul Lago Albano, con cui, da come è trasparso anche nei giorni scorsi, anche nell’incontro a pranzo con i fratelli bisognosi del luogo, pratica una dimensione più familiare in cui probabilmente rivive l’approccio pastorale praticato come missionario e come vescovo, prima che come Cardinale e poi Pontefice.