Azione Francescana

News dalla Chiesa

Ascolto e digiuno per il tempo quaresimale

Il primo messaggio del pontificato di Papa Leone XIV per la Quaresima suggerisce già dal titolo due azioni, ascoltare e digiunare. Ma, leggendolo con attenzione, emerge l’importanza anche di un’altra parola, “insieme”. Dunque, oltre a suggerire cosa fare per questo tempo di quaranta giorni che anticipa la Pasqua, Leone ci dice anche il “come“.

Città del Vaticano – Mercoledì delle Ceneri, si apre oggi uno dei tempi forti più intensi e suggestivi dell’anno liturgico, la Quaresima. In comunione con tutto il mondo cattolico, Papa Leone alle ore 16.30 nella chiesa di Sant’Anselmo all’Aventino presiede la liturgia «stazionale» cui farà seguito la processione penitenziale verso la Basilica di Santa Sabina. Al termine della processione, nella Basilica di Santa Sabina, la Messa con il rito di benedizione e di imposizione delle ceneri (dalle 16.00, diretta su TV2000, canale 28, su Play2000 e su Vatican News, ndr).

Ascoltare e digiunare. La Quaresima come tempo di conversione

Per accompagnare questi quaranta giorni che precedono la Pasqua, come di consueto, il Pontefice ha dato nel giorno di Sant’Agata, che ricorre il 5 febbraio, il proprio messaggio quaresimale, il primo del pontificato di Leone XIV.
Dal titolo del messaggio si evincono subito le azioni sulle quali il Papa invita a concentrarsi in questo tempo, ossia ascoltare e digiunare. Ma, nell’ultimo paragrafo del messaggio, spiega anche come farlo: insieme.
Il cammino di conversione inizia dall’accoglienza della Parola di Dio, come ricorda Leone nell’introduzione del messaggio. Per questo, l’itinerario quaresimale è occasione per mettersi in ascolto e rinnovare la propria scelta di sequela di Gesù Cristo.

Ascoltare per porgere l’orecchio come Dio al grido dell’umanità

Nel primo paragrafo intitolato “Ascoltare”, Leone sottolinea come la disponibilità ad accogliere la Parola sia il primo segno del desiderio di entrare in relazione con l’altro. Dio stesso, quando si rivela a Mosè dal roveto ardente, mostra come l’ascolto sia un tratto distintivo del proprio essere: ascolta il grido dell’oppresso dando inizio a una storia di liberazione, coinvolgendo Mosé e inviandolo ad aprire una via di salvezza ai suo figli in schiavitù.
“È un Dio coinvolgente, che oggi raggiunge anche noi coi pensieri che fanno vibrare il suo cuore”, dice Leone.
Tra le tante voci della nostra esistenza, quella delle Sacre Scritture ci rende capaci di rispondere alle sofferenze e alle ingiustizie, ci istruisce ad ascoltare come Dio, a riconoscere il grido dell’umanità.

Digiunare per disciplinare il desiderio e lasciare posto a parole di speranza e pace

Nel paragrafo dedicato al “Digiunare”, Leone parla del digiuno come “pratica concreta che dispone all’accoglienza della Parola di Dio”. Digiunare ci aiuta a riconoscere ciò di cui abbiamo veramente fame e che riteniamo essenziale per il sostentamento. Il digiuno va però vissuto nella fede e nell’umiltà, perché non inorgoglisca il cuore, e deve inoltre “includere anche altre forme di privazione”, secondo Leone,” volte a farci acquisire uno stile di vita più sobrio”. Per questo il Papa invita anche all’astensione dalla parole che feriscono, disarmando il linguaggio e rinunciando a giudizi affrettati, mormorazioni e calunnie. Alla misura delle parole chiede di affiancare la gentilezza, in qualsiasi contesto, reale o digitale, perché solo “allora tante parole di odio lasceranno il posto a parole di speranza e di pace”.

Insieme per edificare la civiltà dell’amore

Ascoltare e digiunare sono due azioni che hanno comunque una dimensione comunitaria, come sottolinea anche la Scrittura (cfr. Ne 9,1-3). Dunque, parrocchie, famiglie, comunità religiose e gruppi ecclesiali sono chiamati, secondo il Papa, a vivere in condivisione questo cammino di ascolto e digiuno del tempo quaresimale, anche perché la conversione non riguarda solo i singoli ma anche le relazioni e questo consente sia alle comunità che all’umanità tutta di lasciarsi interrogare dalla realtà e di orientare il desiderio.
Il Papa auspica che l’esito di questo cammino sia una maggior attenzione ad ascoltare Dio e gli ultimi, a misurare le parole, a far crescere lo spazio per la voce dell’altro. Solo così le comunità posso diventare luoghi che ascoltano il grido di chi soffre, che generano cammini di liberazione, che rendono ciascuno più pronto e solerte “nel contribuire a edificare la civiltà dell’amore”.

Ascolto e digiuno per il tempo quaresimale

Il primo messaggio del pontificato di Papa Leone XIV per la Quaresima suggerisce già dal titolo due azioni, ascoltare e digiunare. Ma, leggendolo con attenzione, emerge l’importanza anche di un’altra parola, “insieme”. Dunque, oltre a suggerire cosa fare per questo tempo di quaranta giorni che anticipa la Pasqua, Leone ci dice anche il “come“.

Città del Vaticano – Mercoledì delle Ceneri, si apre oggi uno dei tempi forti più intensi e suggestivi dell’anno liturgico, la Quaresima. In comunione con tutto il mondo cattolico, Papa Leone alle ore 16.30 nella chiesa di Sant’Anselmo all’Aventino presiede la liturgia «stazionale» cui farà seguito la processione penitenziale verso la Basilica di Santa Sabina. Al termine della processione, nella Basilica di Santa Sabina, la Messa con il rito di benedizione e di imposizione delle ceneri (dalle 16.00, diretta su TV2000, canale 28, su Play2000 e su Vatican News, ndr).

Ascoltare e digiunare. La Quaresima come tempo di conversione

Per accompagnare questi quaranta giorni che precedono la Pasqua, come di consueto, il Pontefice ha dato nel giorno di Sant’Agata, che ricorre il 5 febbraio, il proprio messaggio quaresimale, il primo del pontificato di Leone XIV.
Dal titolo del messaggio si evincono subito le azioni sulle quali il Papa invita a concentrarsi in questo tempo, ossia ascoltare e digiunare. Ma, nell’ultimo paragrafo del messaggio, spiega anche come farlo: insieme.
Il cammino di conversione inizia dall’accoglienza della Parola di Dio, come ricorda Leone nell’introduzione del messaggio. Per questo, l’itinerario quaresimale è occasione per mettersi in ascolto e rinnovare la propria scelta di sequela di Gesù Cristo.

Ascoltare per porgere l’orecchio come Dio al grido dell’umanità

Nel primo paragrafo intitolato “Ascoltare”, Leone sottolinea come la disponibilità ad accogliere la Parola sia il primo segno del desiderio di entrare in relazione con l’altro. Dio stesso, quando si rivela a Mosè dal roveto ardente, mostra come l’ascolto sia un tratto distintivo del proprio essere: ascolta il grido dell’oppresso dando inizio a una storia di liberazione, coinvolgendo Mosé e inviandolo ad aprire una via di salvezza ai suo figli in schiavitù.
“È un Dio coinvolgente, che oggi raggiunge anche noi coi pensieri che fanno vibrare il suo cuore”, dice Leone.
Tra le tante voci della nostra esistenza, quella delle Sacre Scritture ci rende capaci di rispondere alle sofferenze e alle ingiustizie, ci istruisce ad ascoltare come Dio, a riconoscere il grido dell’umanità.

Digiunare per disciplinare il desiderio e lasciare posto a parole di speranza e pace

Nel paragrafo dedicato al “Digiunare”, Leone parla del digiuno come “pratica concreta che dispone all’accoglienza della Parola di Dio”. Digiunare ci aiuta a riconoscere ciò di cui abbiamo veramente fame e che riteniamo essenziale per il sostentamento. Il digiuno va però vissuto nella fede e nell’umiltà, perché non inorgoglisca il cuore, e deve inoltre “includere anche altre forme di privazione”, secondo Leone,” volte a farci acquisire uno stile di vita più sobrio”. Per questo il Papa invita anche all’astensione dalla parole che feriscono, disarmando il linguaggio e rinunciando a giudizi affrettati, mormorazioni e calunnie. Alla misura delle parole chiede di affiancare la gentilezza, in qualsiasi contesto, reale o digitale, perché solo “allora tante parole di odio lasceranno il posto a parole di speranza e di pace”.

Insieme per edificare la civiltà dell’amore

Ascoltare e digiunare sono due azioni che hanno comunque una dimensione comunitaria, come sottolinea anche la Scrittura (cfr. Ne 9,1-3). Dunque, parrocchie, famiglie, comunità religiose e gruppi ecclesiali sono chiamati, secondo il Papa, a vivere in condivisione questo cammino di ascolto e digiuno del tempo quaresimale, anche perché la conversione non riguarda solo i singoli ma anche le relazioni e questo consente sia alle comunità che all’umanità tutta di lasciarsi interrogare dalla realtà e di orientare il desiderio.
Il Papa auspica che l’esito di questo cammino sia una maggior attenzione ad ascoltare Dio e gli ultimi, a misurare le parole, a far crescere lo spazio per la voce dell’altro. Solo così le comunità posso diventare luoghi che ascoltano il grido di chi soffre, che generano cammini di liberazione, che rendono ciascuno più pronto e solerte “nel contribuire a edificare la civiltà dell’amore”.

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