All’Angelus Leone XIV riflette sul compimento della Legge mosaica e sul concetto di giustizia vera, che, come insegna Gesù, corrispondono con l’amore. Al termine della preghiera, il pensiero al Madagascar colpito da due cicloni, l’augurio per le popolazioni che festeggeranno il Capodanno lunare e il saluto ai numerosi gruppi presenti.
Città del Vaticano – Nell’assolata mattinata romana, una piazza San Pietro insolitamente molto affollata per il mese di febbraio. Presenti all’Angelus numerosi gruppi di varie nazionalità, che hanno reagito festanti al saluto di Leone.
Questa domenica la riflessione si è concentrata su quello che è il compimento della Legge e sulla vera giustizia che ci insegna Gesù, ossia l’amore.
Serve un amore grande, possibile grazie alla forza di Dio
Nella VI domenica del Tempo Ordinario abbiamo ascoltato ancora una parte del “discorso della montagna” (cfr Mt 5,17-37) in cui Gesù, per invitarci a entrare nella novità del Regno di Dio, rivela lo scopo dei precetti della Legge di Mosè, ossia farci entrare nella relazione d’amore con Dio e con i fratelli. Il Signore viene a dare pieno compimento alla Legge e tale compimento è l’amore.
Se la Legge è stata una via per iniziare a conoscere Dio e il suo progetto su di noi e sulla storia, Gesù, venendo in mezzo a noi, è Colui che l’ha portata a compimento “facendoci diventare figli del Padre e donandoci la grazia di entrare in relazione con Lui come figli e come fratelli tra di noi”.
Questo amore è la vera giustizia e, dunque, in ogni precetto andrà colta un’esigenza d’amore. Non bisognerà, ad esempio, solo non uccidere fisicamente ma rispettare l’altrui dignità anche con le parole. Inoltre, non basterà essere formalmente fedeli e non commettere adulterio, ma bisognerà avere tenerezza, cura, portare rispetto, camminare insieme in un progetto comune. Una giustizia minima, quindi, non è sufficiente: “serve un amore grande, che è possibile grazie alla forza di Dio”.
Dopo l’Angelus: il pensiero al Madagascar, gli auguri per il Capodanno lunare e i saluti ai gruppi presenti
Terminata la preghiera dell’Angelus, papa Leone ha espresso vicinanza alle popolazioni del Madagascar colpite di recente da due cicloni e da inondazioni e frane. La sua preghiera è andata alle vittime, ai loro familiari e a quanti vivono sulla propria pelle le conseguenze di queste catastrofi naturali.
A seguire, un augurio per tutti coloro che in Asia orientale e altre parti del mondo sono prossimi a celebrare il Capodanno lunare, perché la festa incoraggi relazioni familiari, sentimenti di amicizia e serenità, e sia occasione per “guardare insieme al futuro costruendo pace e prosperità per tutti i popoli”.
Infine, i saluti ai vari gruppi accorsi da numerose parti d’Italia e da Spagna, Inghilterra, Portogallo e Germania, tutti ben riconoscibili in piazza dai loro striscioni e dalle colorate bandiere.
Per chiudere, l’ormai consueto augurio finale di buona domenica.