Il Signore viene in mezzo a noi per coinvolgerci in un progetto d’amore. Lo ha detto oggi Papa Leone durante l’Angelus della Festa del Battesimo del Signore, nella prima domenica del Tempo Ordinario. Al termine, il pensiero per il Medio Oriente, in particolare per Iran e Siria, e per l’Ucraina.
Città del Vaticano – Dopo l’Angelus dalla Loggia delle Benedizioni nel giorno dell’Epifania, la preghiera delle ore 12.00 torna ad essere pronunciata dalla consueta finestra del Palazzo Apostolico. Papa Leone dà avvio al Tempo Ordinario con una riflessione sul Battesimo del Signore e sul sacramento “che ci fa cristiani, liberandoci dal peccato e trasformandoci in figli di Dio, per la potenza del suo Spirito di vita”.
Dio tocca la nostra vita
Papa Leone evidenzia come Dio non guardi da lontano le nostre vite, ma anzi, le tocchi, venendo “in mezzo a noi con il suo Verbo fatto carne, coinvolgendoci in un sorprendente progetto d’amore per l’intera umanità”.
Il Signore, con meraviglia del Battista, si fa battezzare come fosse un qualsiasi peccatore, rivelando l’infinita misericordia di Dio. Il Figlio Unigenito, nel quale siamo fratelli e sorelle, viene a redimerci, prende su di sé tutto ciò che è nostro, incluso il peccato, e ci dona quello che è suo, ossia la grazia di una vita nuova ed eterna.
Fare memoria del Battesimo
Ciascun cristiano è stato introdotto nella Chiesa dal sacramento del Battesimo. Per questo, Papa Leone consiglia di dedicare la festa di questa domenica a fare memoria del dono ricevuto, perché quest’ultimo possa trasformarsi in testimonianza gioiosa e coerente.
La celebrazione di questa mattina
Come di consueto, in questo giorno il Papa ha battezzato i figli di alcuni dipendenti della Santa Sede. E a tal proposito nell’Angelus ha sottolineato “quant’è bello celebrare come un’unica famiglia l’amore di Dio, che ci chiama per nome e ci libera dal male”.
Nell’omelia pronunciata durante la celebrazione, inoltre, ha ricordato che il Battesimo dona alla vita il suo senso profondo: la fede. E ha invitato a riflettere su un aspetto cruciale del sacramento. “Quando sappiamo che un bene è essenziale, subito lo cerchiamo per coloro che amiamo. Chi di noi, infatti, lascerebbe i neonati senza vestiti o senza nutrimento, nell’attesa che scelgano da grandi come vestirsi e che cosa mangiare? Se il cibo e il vestito sono necessari per vivere, la fede è più che necessaria, perché con Dio la vita trova salvezza”.
Il pensiero per il Medio Oriente e l’Ucraina
Al termine della preghiera dell’Angelus, il Papa ha esteso la sua benedizione a tutti i bambini che hanno ricevuto o riceveranno il Battesimo in questi giorni in tutto il mondo, pregando soprattutto per i bimbi nati in condizioni più difficili, sia per la salute che per i pericoli esterni.
Il suo pensiero si è poi rivolto al Medio Oriente, in particolare a Iran e Siria, dove le tensioni stanno provocando la morte di molte persone. Ha auspicato che si realizzino con pazienza il dialogo e la pace, per il bene comune dell’intera società.
Infine, ha parlato dei nuovi attacchi in Ucraina alle infrastrutture energetiche, che hanno causato forti disagi per la popolazione civile. “Prego per chi soffre”, ha detto Leone, “e rinnovo l’appello a cessare le violenze e a intensificare gli sforzi per arrivare alla pace”.