Dopo la prima Pasqua da Papa, alle ore 12.00 del Lunedì dell’Angelo Leone XIV ha recitato il Regina Coeli dalla finestra del Palazzo Apostolico. Inevitabile il pensiero a Papa Francesco che durante il Lunedì dell’Angelo dello scorso anno consegnava la vita al Signore. Ancora un pensiero per le popolazioni vittime dei conflitti e l’invito a perseverare per la preghiera per la pace.
Città del Vaticano – Sono stati giorni intensi per Robert Francis Prevost. La sua prima Settimana Santa da Papa Leone XIV ha preso il via con la celebrazione della messa crismale di giovedì 2 aprile, proseguendo in serata con la Messa in Coena Domini, la celebrazione della Passione del Signore in San Pietro e la Via Crucis al Colosseo (portando la croce per tutte e quattordici le stazioni, senza mai poggiarla, ndr) tra il pomeriggio e la sera del Venerdì Santo, concludendo poi con la veglia pasquale del sabato e la messa della Domenica di Pasqua, seguita dall’Urbi et Orbi dalla Loggia delle Benedizioni (qui potete consultare tutte le omelie del Papa di questi giorni, i libretti delle celebrazioni e le meditazioni della Via Crucis curate da p.Francesco Patton, OFM, già Custode di Terra Santa).
Nel giorno del Lunedì dell’Angelo, alle ore 12.00, ha pronunciato il Regina Coeli dalla finestra del suo studio nell’appartamento in cui da poco risiede nel Palazzo Apostolico.
La “buona notizia” vince sempre sulle fake news
Dopo i rinnovati auguri di Buona Pasqua, il pontefice passa alla riflessione sul Vangelo del giorno (Mt 28, 8-15), una parola che chiede di scegliere tra due versioni di una stessa storia: quella delle donne che hanno incontrato il Risorto (v. 9-11) e quella delle guardie, che sono state corrotte dai capi del sinedrio (v. 11-14). Questi ultimi sostengono che Gesù non è risorto, ma il suo cadavere è stato semplicemente rubato. Un sepolcro vuoto, a seconda dell’interpretazione dei fatti, può dunque diventare fonte o di vita nuova ed eterna o di morte certa e definitiva.
Questo Vangelo è paradigmatico per chi si occupa di comunicazione e informazione, perché, come ricorda il Papa, ci parla di qualcosa di molto attuale, ossia, di come il racconto della verità possa venire oscurato da fake news, “cioè da menzogne, allusioni e accuse senza fondamento“.
Pur davanti a questi ostacoli, però, la verità non può rimanere celata e illumina le tenebre. Gesù dice ancora oggi a noi come alle donne al sepolcro: «Non temete! Andate ad annunciare» (v. 10). Egli stesso è la buona notizia da testimoniare nel mondo: la Pasqua del Signore, del Figlio di Dio, che per noi ha donato la sua vita, è la nostra Pasqua.
Se “il Risorto, sempre vivo e presente, libera il passato da una fine distruttiva, così l’annuncio pasquale redime dal sepolcro il nostro futuro”. Per questo è importante che questo Vangelo raggiunga i popoli tormentati dalla guerra, i cristiani perseguitati per la loro fede, i bambini privati dell’istruzione, perché l’annuncio della Buona Novella dà “nuova voce alla speranza” e “rischiara ogni ombra, in ogni tempo”.
Concludendo la riflessione, papa Leone ha rivolto il suo pensiero a Papa Francesco che nel Lunedì dell’Angelo dello scorso anno consegnava la vita al Signore, ha invitato a fare memoria della sua grande testimonianza di fede e di amore e, inoltre, ha invocato la vergine Maria, perché possiamo diventare annunciatori sempre più luminosi della verità.
Nella Giornata Internazionale dello Sport per lo Sviluppo e la Pace, un appello per lo sport come luogo di pace e l’invito a perseverare nella preghiera per la pace nel mondo
Al termine della preghiera del Regina Coeli, il Papa ha salutato i pellegrini provenienti dall’Italia e da vari Paesi e rivolto un pensiero a coloro che nel mondo stavano partecipano alle iniziative promosse per la Giornata Internazionale dello Sport per lo Sviluppo e la Pace. Con l’occasione, ha rinnovato il suo appello affinché “lo sport, con il suo linguaggio universale di fraternità, sia luogo di inclusione e di pace”.
Il pontefice ha inoltre ringraziato quanti nei giorni scorsi gli avevano fatto pervenire gli auguri di una Santa Pasqua, auspicando che, per intercessione della Vergine Maria, Dio li ricompensi con i suoi doni.
Ha concludo con l’augurio di trascorrere questi giorni dell’Ottava di Pasqua nella gioia e nella fede, non dimenticando di chiedere di perseverare nell’invocazione del dono della pace per il mondo intero.