Papa Leone XIV riflette sulle parabole del grano e della zizzania, del granello di senape e del lievito, invitando i fedeli a riconoscere l’opera discreta di Dio nella storia. Al termine dell’Angelus, rinnova l’appello alla pace e saluta i numerosi gruppi di pellegrini presenti.
Castel Gandolfo (RM) – Da Piazza della Libertà, Papa Leone XIV ha guidato la preghiera dell’Angelus davanti a un nutrito numero di fedeli e di pellegrini giunti da diverse parti del mondo. Nella riflessione proposta, il Pontefice si è soffermato sulle tre parabole del Vangelo di Matteo di questa domenica – il grano buono e la zizzania, il granello di senape e il lievito nella farina – attraverso le quali Gesù descrive il modo in cui il Regno di Dio entra nella storia e agisce nella vita degli uomini.
Lo stile di Dio è la piccolezza
Nel Vangelo di questa domenica, Gesù mette in guardia dalla tentazione di immaginare Dio come una forza che si impone dall’alto con forza. Al contrario, le parabole evangeliche mostrano che il Signore sceglie la via della piccolezza, della discrezione, della pazienza e della libertà.
Il Suo regno si diffonde come grano in mezzo alla zizzania, è un piccolo seme che cresce senza fare rumore ed è come lievito che trasforma la pasta dall’interno. L’Uomo desidera spesso interventi clamorosi e immediati da parte di Dio, aspettandosi che il male venga eliminato istantaneamente. Il Vangelo, invece, invita alla pazienza e alla fiducia.
Il Regno di Dio cresce infatti nei processi quotidiani, nella fedeltà nascosta, nei gesti semplici e ordinari. Proprio questa presenza discreta di Dio libera dallo scoraggiamento e aiuta a credere che il Signore continui ad accompagnare il cammino dell’umanità anche quando sembra lontano o assente.
Una Chiesa che serve e non si impone
Il Papa ha poi applicato questa logica evangelica alla vita della Chiesa. I credenti, ha sottolineato, non sono chiamati a imporsi con il potere o con giudizi arroganti, ma a testimoniare il Vangelo attraverso il servizio e l’umiltà.
Richiamando una riflessione dell’allora cardinale Joseph Ratzinger, Leone XIV ha ricordato la necessità di lasciarsi guidare dalla “logica del seme”, che non cerca il successo o la grandezza , ma chiede minoritas, ossia farsi piccoli e servire la vita delle persone. Solo accogliendo questo stile è possibile diventare piccoli semi di Vangelo e lievito di amore capace di trasformare la pasta del mondo.
L’appello per la pace e il saluto ai pellegrini
Dopo la preghiera dell’Angelus, Papa Leone XIV ha rivolto un pensiero alle popolazioni colpite dai conflitti che continuano a insanguinare diverse regioni del mondo. Invitando a non dimenticare chi soffre e perde la vita a causa della guerra e della violenza, ha esortato i fedeli ad accompagnare l’impegno per la pace con una costante preghiera.
Il Papa ha poi salutato i numerosi gruppi presenti, tra cui la Comunità Cenacolo di Madre Elvira riunita a Saluzzo per la Festa della Vita, il Movimento Famiglie Nuove dei Focolari, gli studenti messicani dell’APRA Summer School e i membri della Catholic Worldview Fellowship.
Un saluto particolare è stato rivolto anche ai giovani adulti di Regnum Christi impegnati nel Corso Internazionale per Formatori, ai partecipanti al “Pellegrinaggio del Leone” provenienti dall’Australia.
Ha infine salutato le famiglie e i bambini delle Suore di Carità dell’Assunzione di Roma, i giovani della parrocchia di San Salvatore in Gerusalemme, il Gruppo Giovanissimi di Sant’Agostino di Bovolenta e i pellegrini dell’Accademia Liturgica di Rzeszów.
Al termine, su un piccolo veicolo elettrico, si è avvicinato ai numerosi fedeli presenti in piazza per stringere loro le mani e scambiare saluti e sorrisi.