Dopo le Beatitudini, questa domenica rileggiamo la pagina del Vangelo in cui il Signore si rivolge a coloro che le vivono dicendo loro che sono sale della terra e luce del mondo. Parole certe sulla vita a cui ciascuno è chiamato. Una vita che in Cristo, come ci ricorda Leone XIV, trova la vera fonte di luce e di gioia e la consolazione dell’annuncio di un Padre che mai ci getterà via e che ci custodirà.
Città del Vaticano – Mancano dieci giorni all’inizio della Quaresima e prosegue un cammino di luce attraverso i Vangeli di queste domeniche del Tempo Ordinario. Dopo la proclamazione delle Beatitudini, nel passo di Mt 5 di questa V domenica del T.O. Gesù parla a coloro che le vivono dicendo «Voi siete il sale della terra. […] Voi siete la luce del mondo».
Essere sapore e luce per vivere la gioia vera
Il sapore e la luce alla vita sono dati dalla gioia vera. Questa gioia, che deriva da un modo di abitare la terra e di vivere insieme, germina da una vita che risplende in Gesù, da Colui che dà un sapore nuovo ai gesti, alle parole, che insegna povertà di spirito, mitezza, semplicità di cuore, fame e sete di giustizia. Questa fame, questa sete generano a loro volta gesti che già settecento anni prima elencava il profeta Isaia (che oggi leggiamo nella prima lettura): dividere il pane con l’affamato, introdurre in casa i miseri e i senza tetto, vestire chi vediamo nudo, senza trascurare i vicini e le persone di casa. Da questi gesti sorge la luce di Dio, come diceva il profeta, ma si rimargina anche la ferita che ci portiamo dentro. Da questa ferita urente spesso conseguono la perdita di sapore e di luce e la rinuncia alla gioia. Ma Gesù ci dice invece che noi siamo sale, siamo luce e che Dio “mai ci getterà via”, anzi, custodirà il nostro nome, la nostra unicità. Le Beatitudini saranno farmaco per la guarigione di questa ferita e ci ricondurranno a camminare sulla via del Vangelo. Infatti, sono i gesti di apertura e attenzione agli altri, a cui le Beatitudini incoraggiano, che riaccendono la gioia. Ed è nel Pane spezzato, nella vita donata, che ritroviamo il vero sapore. La comunione con Gesù è ciò che davvero ci alimenta e ci illumina, rendendoci così invitanti e accoglienti.
Dopo l’Angelus
Leone, dopo aver pregato l’Angelus, ha ricordato che ieri, 7 febbraio, è stato beatificato in Spagna don Salvatore Valera Parra, un parroco umile e caritatevole che auspica possa stimolare i sacerdoti ad essere fedeli a una quotidianità semplice e austera.
A seguire, il Papa ha espresso preoccupazione per le violenze che si stanno perpetrando contro varie comunità della Nigeria, chiedendo alle Autorità di adoperarsi per garantire la sicurezza e la tutela dei cittadini.
Prevost ha, inoltre, ricordato che oggi, memoria di Santa Giuseppina Bakhita, si celebra la Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone. Una ricorrenza che è occasione per ringraziare chi si adopera per contrastare ogni forma di schiavitù, ma anche per sottolineare che la pace comincia con la dignità della persona.
Il Papa ha inoltre pregato per le popolazioni del Portogallo, del Marocco, della Spagna e dell’Italia meridionale, in particolare per Niscemi, che vivono il dramma dei danni causati da inondazioni e frane.
Al termine, i saluti ai pellegrini accorsi da Italia, Spagna, Bielorussia, Lituania, Lettonia e ai cresimandi di Malta e poi la chiusura con la richiesta di pregare per la pace, perché si costruisca un futuro basato sul rispetto e la fratellanza tra i popoli.