Oggi alle 17 l’ordinazione sarà presieduta nella Basilica Madonna dei Martiri di Molfetta dal Card. Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme. Diretta su Tele Dehon, canale 19.
In queste ultime ore, abbiamo parlato con fra Gianmarco di come ha vissuto l’attesa dell’ordinazione presbiterale, del sostegno ricevuto dai fratelli della Provincia e del significato della presenza del cardinale Pierbattista Pizzaballa per la celebrazione di questo momento così importante per la sua vita. Dopo la festa di San Francesco, fra Gianmarco tornerà a Gerusalemme per proseguire gli studi in Sacra Scrittura e ci ha parlato anche del desiderio di vivere un ministero secondo il cuore di Dio anche in quella terra così importante per i cristiani.
1. Come giungi all’ordinazione presbiterale? Quali sono le attese e le emozioni per questo particolare momento che stai per vivere?
Arrivo a questo momento carico di un po’ di tensione, ma allo stesso tempo anche di gioia e di incredulità. Spero di aver fatto tutto il possibile per prepararmi bene a ciò che mi sarà concesso. Comunque, sono certo che non mancherà l’intervento provvidenziale di Dio. Sono inoltre molto attento e grato per la presenza del Card. Pierbattista Pizzaballa e per il fatto che sia lui a ordinarmi. In un certo senso, questo rende il momento ancora più prezioso, proprio perché in questi anni della mia vita e dei miei studi vivo la realtà di Gerusalemme. C’è quindi una forte emozione, ma allo stesso tempo anche una profonda consapevolezza della grande responsabilità che mi sarà affidata con il dono del presbiterato.
2. Come hai vissuto questi ultimi giorni prima dell’ordinazione?
Ho cercato di trascorrerli con serenità e tranquillità, ritagliandomi momenti di preghiera e occasioni per stare insieme agli altri. Ho cercato comunque di non farmi sopraffare dalle preoccupazioni legate soprattutto agli aspetti organizzativi.
3. Dove e come hai trascorso queste ultime settimane?
Ho trascorso queste ultime settimane nella fraternità della Madonna dei Martiri, a Molfetta, e, prima ancora a Loppiano, dove ho vissuto una settimana di esercizi spirituali in preparazione all’ordinazione.
4. Come ti hanno accompagnato e sostenuto i fratelli e la Provincia?
I fratelli della Provincia mi hanno accompagnato con la preghiera, anche aiutandomi negli aspetti organizzativi, soprattutto per quanto riguarda la celebrazione della Messa durante la quale sarò ordinato presbitero. Da parte loro c’è anche la manifestazione di un certo affetto e di una particolare vicinanza.
5. Da ottobre proseguirai i tuoi studi in Sacra Scrittura a Gerusalemme. Come pensi di continuarli a vivere dopo l’ordinazione?
Tornato a Gerusalemme, sarò ovviamente impegnato nella prosecuzione degli studi. Li vivrò anche con la consapevolezza di esercitare il ministero in una terra particolare, qual è la Terra Santa, e in modo specifico nella città di Gerusalemme, dove il numero dei cristiani, e in particolare dei cristiani cattolici, è molto risicato. Il ministero assumerà quindi una connotazione ben diversa da quella cui siamo abituati soprattutto in Occidente e, in modo particolare, nell’Italia meridionale. In generale, spero di poter esercitare al meglio il ministero in quel luogo così speciale, nutrito sempre più dalla Parola di Dio, là dove hanno avuto luogo gli eventi della redenzione di nostro Signore.
6. Come dicevi, sarai ordinato da Sua Beatitudine il Card. Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme. Come mai questa scelta? Pensi che la sua presenza possa essere anche un segno particolare per la Chiesa locale?
La scelta di essere ordinato dal Card. Pizzaballa deriva dal fatto che ormai vivo a Gerusalemme da due anni. Durante questo tempo ho potuto approfondire la sua conoscenza e l’amicizia nata con lui. Mi sembrava, inoltre, un bel segno che potesse essere proprio lui a ordinarmi presbitero. La sua presenza può rappresentare anche un segno importante, soprattutto in chiave di pace per la Chiesa locale, considerando che qui a Molfetta non possiamo non ricordare la figura di don Tonino Bello e il suo impegno per la pace durante tutta la vita. Inoltre, sono molto grato al Card. Pizzaballa per la sollecitudine con cui ha accolto l’invito a presiedere la Messa di ordinazione e per la sua grande disponibilità a venire a Molfetta proprio per questo evento.
7. Quali sono le tue speranze per questo nuovo ministero e per questo tempo inedito della tua vita che ti attende?
La mia speranza è di essere veramente un sacerdote secondo il cuore di Dio, uno strumento nelle mani del Signore, capace di aiutare tutte le persone che il buon Dio vorrà porre lungo il mio cammino per fare esperienza della Sua presenza, del suo Regno in mezzo a noi e del Suo amore. Cercherò, quindi, di far scomparire il più possibile il mio io, per permettere a queste persone di incontrare il Signore.