Fra Roberto Palmisano ci parla di un cammino pensato per consentire anche a persone con disabilità di vivere la Festa del Perdono di Assisi. È un itinerario che consente di vivere non solo la bellezza della fraternità e della preghiera, ma, soprattutto, dell’accoglienza reciproca.
La Piccola Marcia nasce nel 2018 dal desiderio di rendere accessibile a tutti l’esperienza del Perdono di Assisi. Da allora, escluso il periodo dell’emergenza pandemica da Covid-19, si è tenuta ogni estate. L’iniziativa si articola in una tre giorni di condivisione fraterna, preghiera e cammino in direzione Porziuncola e aiuta a riscoprire come ogni passo, anche il più fragile, possa diventare luogo di incontro con il Signore e con i fratelli e le sorelle.
Come descriveresti in breve l’esperienza della Piccola Marcia, che non tutti conoscono?
La Piccola Marcia nasce per i ragazzi e per le persone che vivono una disabilità, soprattutto motoria, ma non solo. Alcuni anni fa è emerso il desiderio che anche loro potessero vivere pienamente il Perdono di Assisi. Da questa intuizione alcuni frati e alcune suore hanno iniziato, passo dopo passo, a dare forma a questo cammino.
Vieni da alcune recenti esperienze di Marcia Francescana delle Famiglie. Com’è nata per te la possibilità di partecipare quest’anno alla Piccola Marcia?
Sono stato invitato da persone che mi conoscevano, anche per le esperienze precedentemente maturate nelle marce con i giovani e, più recentemente, con le famiglie. L’incontro con fra Nicola Barbieri, uno dei frati dell’organizzazione, è stato decisivo: mi ha chiesto se mi sarebbe piaciuto partecipare e ho accolto questa possibilità.
Com’è stato preparato il percorso di quest’anno e quali tappe tocca?
Il percorso sta attraversando in Umbria i paesi di Cantalupo, Cannara, Torandrea, Castelnuovo. L’arrivo è a Santa Maria degli Angeli. Sono tre giorni di marcia, con un itinerario strutturato e disegnato sull’esperienza degli scorsi anni, ma sempre abitato da motivazioni nuove.
Chi ha contribuito all’organizzazione? Per i Frati Minori di Puglia e Molise sei l’unico partecipante? Gli altri organizzatori da quali realtà provengono?
All’organizzazione partecipano fra Nicola Barbieri, che proviene da Roma, suor Antonella, alcantarina, un gruppo di suore dell’ordine di Bastia Umbra, che mette anche a disposizione una struttura per accogliere i partecipanti alla marcia. Nell’équipe sono coinvolti anche laici e coppie di sposi. Per la Provincia di Puglia e Molise, invece, partecipo solo io come frate minore.
Come sono organizzate le giornate della Piccola Marcia?
Le giornate sono scandite dalla preghiera, dalla celebrazione dell’Eucaristia, dal cammino, da una riflessione proposta da una coppia di sposi, dalle condivisioni sul tema della Marcia, “Respira la vita”, e da momenti di fraternità.
In quanti partecipano, compresi gli accompagnatori, e da quali regioni provengono?
I partecipanti sono complessivamente settanta, considerando l’équipe, i ragazzi con disabilità e gli accompagnatori. Veniamo un po’ da tutta l’Italia.
Cosa questi “piccoli” marciatori possono ricevere da questa esperienza e cosa pensi che loro diano a voi organizzatori?
Da questa esperienza anche loro possono ricevere il dono del Perdono, dell’amore gratuito di Dio e l’occasione per fare verifica della propria vita, con i propri limiti e le proprie fragilità. Allo stesso tempo, noi che li accompagniamo possiamo ricevere da loro una testimonianza edificante sulla volontà di vivere e di vivere la vita in pienezza. I limiti, anche fisici, non sono un motivo per non poter vivere una vita bella, felice, anche se più faticosa.
Nella vita in generale c’è sempre da imparare, da crescere, al di là dei propri difetti, dei propri limiti fisici, affettivi e psicologici, e la relazione tra tutti noi partecipanti alla Piccola Marcia è certamente motivo di arricchimento reciproco.
Qual è stato il tuo vissuto personale nel preparare la Piccola Marcia, nell’interagire con un’équipe proveniente da varie regioni e nel contribuire a un’esperienza con sfumature diverse rispetto a quella vissuta con le famiglie o con i giovani?
Il mio vissuto nella fase di preparazione è stato principalmente di curiosità, perché è la prima volta che contribuisco all’organizzazione della Piccola Marcia. Per me era tutto nuovo. Ho imparato e appreso molto da chi aveva già accompagnato questa esperienza negli anni precedenti, durante le marce già realizzate.
Rispetto alla marcia con i ragazzi o con le famiglie, durante la Piccola Marcia è richiesta un’attenzione diversa: occorre custodire sensibilità particolari e avvicinarsi con delicatezza ai temi della fragilità. Cerchiamo di aiutare ciascuno a scoprire che anche nella fatica quotidiana può emergere la bellezza dell’incontro con il Signore e con i fratelli e le sorelle. Per questo servono ascolto e un accompagnamento più attento a tanti aspetti e sfumature.