È appena iniziata la 44^ Marcia francescana per i giovani di Puglia e Molise. Un percorso nel nord del Gargano con ultima tappa e arrivo ad Assisi, per ritrovare uno sguardo nuovo, sui passi di San Francesco, a 800 anni dal suo transito.
Rodi Garganico – Giovani da tutta la Puglia e dal Molise sono già a Rodi Garganico per il primo giorno di accoglienza dei marciatori. Domani inizieranno a marciare in direzione Ischitella. A raccontarci il senso, l’organizzazione e le attese legate a questa esperienza, fra Antonio Lembo della Provincia di Puglia e Molise, tra i frati più direttamente coinvolti nella preparazione della marcia.
Come nasce la scelta del percorso di quest’anno?
Come Provincia religiosa di Puglia-Molise, ogni tre anni ci alterniamo tra Molise, Foggiano e Barese. Quest’anno toccava camminare nella zona di Foggia e, tra le tante bellezze, ci è piaciuto scegliere il nord del Gargano. Il prossimo anno sicuramente saremo in Salento, dato che da quest’anno abbiamo iniziato a marciare insieme alla Provincia dei frati di Lecce.
Quali frati, suore e laici hanno contribuito all’organizzazione della marcia?
All’organizzazione hanno contribuito i frati della Provincia OFM di Puglia-Molise e i frati minori di Lecce, insieme ad alcune congregazioni, tra cui le Suore Francescane della Carità, le Suore Alcantarine e le Clarisse missionarie del Santissimo Sacramento. L’equipe che ha organizzato è composta da una ventina di persone.
C’è un aspetto saliente che caratterizzerà la marcia di quest’anno?
Un tema centrale della marcia di quest’anno sarà quello della vita. Ricorrono gli 800 anni dalla morte di San Francesco e sono dunque anche 800 anni dal suo passaggio a miglior vita. Per questo il tema di quest’anno è: “Respira la vita”.
Cosa pensi che cerchino i marciatori da questa esperienza e cosa pensate di poter suscitare nelle loro vite con questa proposta?
I marciatori di quest’anno cercano cose diverse. Da quanto mi hanno raccontato e ho potuto ascoltare, qualcuno cerca un’esperienza reale, un’esperienza che tocchi la propria vita; altri cercano una possibilità per ricominciare con un passo nuovo. Alcuni cercano un’esperienza di fede, altri cercano anche momenti per decomprimere o di contatto con il Creato, con la natura.
In quanti proseguiranno partecipando al GO Franciscan Youth Meeting, che si terrà dal 3 al 6 agosto ad Assisi e resteranno, quindi, per la visita del Papa del 6 mattina? Cosa pensi che aggiungerà quest’esperienza alla marcia?
Ben settanta giovani dei novanta marciatori si sono iscritti anche al GO. Sarà un’esperienza che credo – rimanendo in tema con lo slogan della marcia di quest’anno – allargherà il respiro,
Ci sarà un post marcia, un momento di restituzione?
Sì, ci sarà un momento di restituzione in cui i giovani che hanno vissuto l’esperienza del Perdono saranno testimoni per gli altri giovani, ma saranno anche ascoltatori di altre esperienze di fede diverse dalla marcia che si saranno svolte durante l’estate.
Qual è il tuo vissuto nel preparare la marcia e nell’affrontarla ancora una volta al fianco di questi giovani?
Sicuramente è un’esperienza di fraternità, perché la marcia va preparata in una dimensione fraterna, con altri fratelli e altre sorelle. Il vissuto principale è quello della fraternità e, soprattutto, quella della sorpresa per la Provvidenza di Dio, che è tanta. Il Signore ci raggiunge prima ancora di fare dei passi: attraverso la Provvidenza, è Lui che viene verso di noi. Questa è un’esperienza profondamente teologica.
Sia tu che i marciatori, in cosa pensi possiate trovare elementi di novità in questa esperienza che si ripete da più di quattro decenni e che ha attraversato tante generazioni?
Sono 44 anni che si ripete questa esperienza della Marcia francescana e, a mio parere, rimane un’esperienza profetica: più si va avanti e più si rivela profetica, perché è controcorrente rispetto ai canoni che il mondo e la nostra cultura ci offrono. Tanti giovani, aderendo a questa proposta anche negli anni passati, hanno ritrovato un respiro più alto, un senso nuovo della vita, la loro umanità, la loro spiritualità, i loro amici e la forza di amare. Hanno riacquisito bellezza e uno sguardo nuovo.