Azione Francescana

Francescanesimo

San Francesco: ostensione pubblica e prolungata fino al 22 marzo

L’evento pubblico è iniziato la mattina di domenica 22 febbraio alle ore 7. Nella giornata del 21, alle ore 12, è stata presentata l’iniziativa alla stampa in Sala Cimabue alla presenza di numerosi ospiti coinvolti nell’organizzazione.

Assisi – “L’attesa è stata lunga e impegnativa, ma è terminata”. Ha esordito così alla conferenza stampa del 21 febbraio fra Marco Moroni, custode del Sacro Convento. L’idea dell’ostensione pubblica e prolungata della storia delle spoglie di San Francesco d’Assisi era nata nel 2023 da una sua intuizione, era poi stata condivisa con il vescovo Sorrentino e, il 28 dicembre 2023, benedetta da Papa Francesco. Successivamente, era stata confermata e benedetta anche dall’attuale pontefice, Leone XIV. Lo scorso 4 ottobre, festa di San Francesco, fra Giulio Cesareo, direttore dell’Ufficio Comunicazione del Sacro Convento, aveva annunciato l’iniziativa dalla Loggia del Sacro Convento (ne avevamo dato notizia qui) e, subito dopo, erano state aperte le prenotazioni sul sito www.sanfrancescovive.org (ci sono ancora pochissimi posti disponibili per prenotarsi, ndr).
Il periodo dell’ostensione ricade provvidenzialmente in Quaresima. All’inizio, tale periodo era stato individuato solo in quanto collocato in un tempo dell’anno con minore affluenza di turisti – così da poter dare più spazio e accoglienza ai pellegrini -. Ma poi la scelta fatta si è rivelata perfettamente coerente con la figura di Francesco, uomo avvezzo alle quaresime. Le fonti riportano che in diversi momenti dell’anno si ritirava in luoghi appartati per vivere in preghiera e digiuno. Inoltre, questa ostensione in Quaresima è occasione per ricordare a ciascuno che, seppur dalla polvere veniamo e alla polvere ritorneremo, tale polvere è pervasa dallo Spirito di Dio, come ha affermato il Custode del Sacro Convento. Così come Francesco, che si mostra oggi a noi in forma di ossa consunte e cenere, nella nostra finitezza anche noi siamo chiamati a portare un annuncio di pace, gioia e fraternità, lasciandoci ispirare da lui.

I dati dell’iniziativa

Più di 200 giornalisti da tutto il mondo si sono accreditati per la conferenza di presentazione, per tutto il mese dell’ostensione e per gli eventi correlati. Questo è stato possibile grazie anche alla visibilità che le testate hanno dato all’iniziativa.
Superata quota 400 per i volontari, con meraviglia del coordinatore padre Rafael Normando della fraternità del Sacro Convento. Ne erano attesi circa 200 e sono diventati 416. C’è chi dona il proprio tempo per una settimana, chi per un mese. Molti provengono da tutte le regioni d’Italia, mentre altri confluiscono in Assisi da vari Paesi dell’Europa e dell’America, dall’Australia, da Pakistan, India e Kenia. Sono donne (63%) e uomini (37%) tra i 16 e gli 80 anni.
I pellegrini prenotati sono circa 400.000 e accederanno al percorso per la venerazione delle spoglie del santo, come già verificato dal primo giorno, in un numero pari a circa 1.500 all’ora. In media, nella cittadina di Assisi confluiranno 18.000 pellegrini al giorno, come ha affermato il sindaco Valter Stoppini. Per l’80% saranno provenienti dall’Italia, mentre il restante 20% proviene da altri Paesi quali Croazia, Slovacchia, Francia, UK, USA, Brasile, Indonesia, Giappone, Kenya, Giamaica e Singapore.

Estumulazione – Camera Roberta Carlucci

La preparazione dell’ostensione

Dopo una prima ispezione avvenuta nella notte del 9 gennaio scorso, alla vigilia dell’apertura ufficiale a Santa Maria degli Angeli dell’ottavo centenario, alle ore 9.00 del 21 febbraio è stata effettuata l’estumulazione delle ossa di San Francesco, già conservate, all’interno dell’urna in pietra e della cassa bronzea del 1820 (che si apre con una chiave che porta incise le iniziali di San Francesco, SF, come raccontato dal custode Moroni), in una teca di plexiglass in cui l’ossigeno era stato sostituito con l’azoto per favorire la conservazione delle spoglie. La teca fu prodotta nel 1978, anno dell’ultima ricognizione del corpo di San Francesco, effettuata dallo stesso medico che poi ha fatto l’ispezione (solo visiva, senza contatto con i resti mortali, ndr) nel 1994 e nel 2015. Prima del 1978, la ricognizione era stata effettuata solo nel 1819, anno successivo al ritrovamento della tomba di San Francesco, avvenuto nel 1818. Il corpo era stato così ben nascosto per evitare trafugamenti, che per secoli non era stato ritrovato. A tal proposito, vi è l’ultima pubblicazione del vescovo eletto delle Diocesi di Assisi e di Foligno, il francescanista mons. Felice Accrocca, che lambisce questa tematica nell’ultimo capitolo (Un corpo conteso, Edizioni Porziuncola, 2025).
È interessante ricordare che, alla fine della ricognizione del 1978, vi fu l’ostensione delle spoglie di San Francesco per un solo giorno, evento che alcuni abitanti di Assisi, allora bambini, ricordano ancora in maniera vivida. L’ostensione di quest’anno, però, è la prima prolungata e consentirà a centinaia di migliaia di persone provenienti dall’Italia e dal mondo di venerare l’amato santo, morto 800 anni fa nella notte tra il 3 e il 4 ottobre 1226.

Il senso dell’ostensione

Non tutti hanno compreso il vero senso e significato di questa scelta. Come ha detto Lorena Bianchetti in conferenza stampa, «non si tratta di un appuntamento col macabro»: non è, insomma, un’ispezione cadaverica alla portata di qualunque sguardo. È qualcosa di molto più profondo, un’esperienza non solo per la vista ma soprattutto per l’anima, mistica, perché guardando a quelle spoglie mortali si fa esperienza di Dio, come ha affermato mons. Domenico Sorrentino, Amministratore Apostolico delle Diocesi di Assisi e di Foligno. Contemplare un corpo consunto, piccolo, come quello di Francesco, riporta alla mente e al cuore più di un insegnamento della sua vita. Ci ricorda che è donandosi, consumandosi per amore, che si porta frutto, proprio come rappresentato nell’icona commissionata per l’anniversario all’artista Elisa Galardi, in cui Francesco è raffigurato come un albero che tra le sue braccia tiene oggetti, case e persone, a rappresentare il bene che si moltiplica.
Inoltre, come ha detto Mons. Accrocca, occorre ricordare che Francesco era un uomo piccolo di statura – cosa che si evince anche dalle sue ossa-, non bello, di aspetto certamente non avvenente. “Eppure Dio diede tanta forza alle sue parole che famiglie che erano in conflitto furono spinte alla pace”. In questo tempo in cui viviamo nella “dittatura dell’immagine“, Francesco appare come una controimmagine che continua a parlare ancora, che ricorda che l’uomo non è ciò che appare ma ciò che è, perché c’è qualcosa che va oltre le apparenze. Questo, nell’auspicio del vescovo eletto, potrà aiutare a riflettere tanti adulti e giovani che venereranno le sue spoglie mortali.

Il saluto tra il vescovo eletto delle Diocesi di Assisi e Foligno Mons. Felice Accrocca e l’Amministratore Apostolico Mons. Domenico Sorrentino – Camera Roberta Carlucci

Gli effetti già visibili di questo ottavo centenario

I bilanci si fanno alla fine, ma già dall’apertura dell’ostensione si può affermare che ci sono effetti positivi tangibili dell’anno giubilare francescano. Le iniziative in Italia e nel mondo si moltiplicano di giorno in giorno. Lo ha confermato Davide Rondoni, presidente del Comitato nazionale per le celebrazioni dell’ottavo centenario, intervenuto in conferenza stampa da remoto e presente il 22 all’apertura dell’ostensione al pubblico e alla messa in Basilica superiore, trasmessa alle ore 11 di domenica su Rai 1.
Un aspetto non trascurabile, emerso nelle fasi organizzative e adesso che il centenario è in corso, è la concordia tra le parti politiche che si sta sperimentando sin dai primi momenti. La presidente dell’Umbria, già sindaca di Assisi, Stefania Proietti, ha sottolineato che, in un clima di collaborazione, sono state approvate leggi quali la 140 del 31 agosto 2022, che ha istituito il Comitato nazionale e fornito dotazione finanziaria, e la 151 dell’8 ottobre 2025 per l’istituzione della festa nazionale di San Francesco d’Assisi. Inoltre, in Regione Umbria, lo scorso 19 febbraio è stata approvata la Legge 1 del 2026, che sostiene le celebrazioni francescane e istituisce un hospice pediatrico come opera segno, destinata ad accompagnare la vita dei bambini e delle bambine fino all’incontro con Sorella morte.

Prossimi appuntamenti nel mese dell’ostensione

L’intero periodo dell’ostensione sarà accompagnato da un calendario articolato di iniziative liturgiche e culturali, pensate per favorire la partecipazione e stimolare la riflessione. Tra gli appuntamenti che segneranno questo mese di ostensione si ricordano la veglia dei parlamentari e dei rappresentanti delle istituzioni della Repubblica Italiana, in programma il 12 marzo alle ore 20, il Meeting Francescano Giovani dal titolo Sorella morte. Un’esperienza da scartare, che si svolgerà al Sacro Convento il 14 e 15 marzo, e il convegno Per Francesco sorella è la morte. Una provocazione alla vita, ospitato nella Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli dal 20 al 22 marzo.
La celebrazione solenne conclusiva dell’ostensione è prevista per il 22 marzo alle ore 17, nella Basilica superiore, e sarà presieduta dal cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

San Francesco: ostensione pubblica e prolungata fino al 22 marzo

L’evento pubblico è iniziato la mattina di domenica 22 febbraio alle ore 7. Nella giornata del 21, alle ore 12, è stata presentata l’iniziativa alla stampa in Sala Cimabue alla presenza di numerosi ospiti coinvolti nell’organizzazione.

Assisi – “L’attesa è stata lunga e impegnativa, ma è terminata”. Ha esordito così alla conferenza stampa del 21 febbraio fra Marco Moroni, custode del Sacro Convento. L’idea dell’ostensione pubblica e prolungata della storia delle spoglie di San Francesco d’Assisi era nata nel 2023 da una sua intuizione, era poi stata condivisa con il vescovo Sorrentino e, il 28 dicembre 2023, benedetta da Papa Francesco. Successivamente, era stata confermata e benedetta anche dall’attuale pontefice, Leone XIV. Lo scorso 4 ottobre, festa di San Francesco, fra Giulio Cesareo, direttore dell’Ufficio Comunicazione del Sacro Convento, aveva annunciato l’iniziativa dalla Loggia del Sacro Convento (ne avevamo dato notizia qui) e, subito dopo, erano state aperte le prenotazioni sul sito www.sanfrancescovive.org (ci sono ancora pochissimi posti disponibili per prenotarsi, ndr).
Il periodo dell’ostensione ricade provvidenzialmente in Quaresima. All’inizio, tale periodo era stato individuato solo in quanto collocato in un tempo dell’anno con minore affluenza di turisti – così da poter dare più spazio e accoglienza ai pellegrini -. Ma poi la scelta fatta si è rivelata perfettamente coerente con la figura di Francesco, uomo avvezzo alle quaresime. Le fonti riportano che in diversi momenti dell’anno si ritirava in luoghi appartati per vivere in preghiera e digiuno. Inoltre, questa ostensione in Quaresima è occasione per ricordare a ciascuno che, seppur dalla polvere veniamo e alla polvere ritorneremo, tale polvere è pervasa dallo Spirito di Dio, come ha affermato il Custode del Sacro Convento. Così come Francesco, che si mostra oggi a noi in forma di ossa consunte e cenere, nella nostra finitezza anche noi siamo chiamati a portare un annuncio di pace, gioia e fraternità, lasciandoci ispirare da lui.

I dati dell’iniziativa

Più di 200 giornalisti da tutto il mondo si sono accreditati per la conferenza di presentazione, per tutto il mese dell’ostensione e per gli eventi correlati. Questo è stato possibile grazie anche alla visibilità che le testate hanno dato all’iniziativa.
Superata quota 400 per i volontari, con meraviglia del coordinatore padre Rafael Normando della fraternità del Sacro Convento. Ne erano attesi circa 200 e sono diventati 416. C’è chi dona il proprio tempo per una settimana, chi per un mese. Molti provengono da tutte le regioni d’Italia, mentre altri confluiscono in Assisi da vari Paesi dell’Europa e dell’America, dall’Australia, da Pakistan, India e Kenia. Sono donne (63%) e uomini (37%) tra i 16 e gli 80 anni.
I pellegrini prenotati sono circa 400.000 e accederanno al percorso per la venerazione delle spoglie del santo, come già verificato dal primo giorno, in un numero pari a circa 1.500 all’ora. In media, nella cittadina di Assisi confluiranno 18.000 pellegrini al giorno, come ha affermato il sindaco Valter Stoppini. Per l’80% saranno provenienti dall’Italia, mentre il restante 20% proviene da altri Paesi quali Croazia, Slovacchia, Francia, UK, USA, Brasile, Indonesia, Giappone, Kenya, Giamaica e Singapore.

Estumulazione – Camera Roberta Carlucci

La preparazione dell’ostensione

Dopo una prima ispezione avvenuta nella notte del 9 gennaio scorso, alla vigilia dell’apertura ufficiale a Santa Maria degli Angeli dell’ottavo centenario, alle ore 9.00 del 21 febbraio è stata effettuata l’estumulazione delle ossa di San Francesco, già conservate, all’interno dell’urna in pietra e della cassa bronzea del 1820 (che si apre con una chiave che porta incise le iniziali di San Francesco, SF, come raccontato dal custode Moroni), in una teca di plexiglass in cui l’ossigeno era stato sostituito con l’azoto per favorire la conservazione delle spoglie. La teca fu prodotta nel 1978, anno dell’ultima ricognizione del corpo di San Francesco, effettuata dallo stesso medico che poi ha fatto l’ispezione (solo visiva, senza contatto con i resti mortali, ndr) nel 1994 e nel 2015. Prima del 1978, la ricognizione era stata effettuata solo nel 1819, anno successivo al ritrovamento della tomba di San Francesco, avvenuto nel 1818. Il corpo era stato così ben nascosto per evitare trafugamenti, che per secoli non era stato ritrovato. A tal proposito, vi è l’ultima pubblicazione del vescovo eletto delle Diocesi di Assisi e di Foligno, il francescanista mons. Felice Accrocca, che lambisce questa tematica nell’ultimo capitolo (Un corpo conteso, Edizioni Porziuncola, 2025).
È interessante ricordare che, alla fine della ricognizione del 1978, vi fu l’ostensione delle spoglie di San Francesco per un solo giorno, evento che alcuni abitanti di Assisi, allora bambini, ricordano ancora in maniera vivida. L’ostensione di quest’anno, però, è la prima prolungata e consentirà a centinaia di migliaia di persone provenienti dall’Italia e dal mondo di venerare l’amato santo, morto 800 anni fa nella notte tra il 3 e il 4 ottobre 1226.

Il senso dell’ostensione

Non tutti hanno compreso il vero senso e significato di questa scelta. Come ha detto Lorena Bianchetti in conferenza stampa, «non si tratta di un appuntamento col macabro»: non è, insomma, un’ispezione cadaverica alla portata di qualunque sguardo. È qualcosa di molto più profondo, un’esperienza non solo per la vista ma soprattutto per l’anima, mistica, perché guardando a quelle spoglie mortali si fa esperienza di Dio, come ha affermato mons. Domenico Sorrentino, Amministratore Apostolico delle Diocesi di Assisi e di Foligno. Contemplare un corpo consunto, piccolo, come quello di Francesco, riporta alla mente e al cuore più di un insegnamento della sua vita. Ci ricorda che è donandosi, consumandosi per amore, che si porta frutto, proprio come rappresentato nell’icona commissionata per l’anniversario all’artista Elisa Galardi, in cui Francesco è raffigurato come un albero che tra le sue braccia tiene oggetti, case e persone, a rappresentare il bene che si moltiplica.
Inoltre, come ha detto Mons. Accrocca, occorre ricordare che Francesco era un uomo piccolo di statura – cosa che si evince anche dalle sue ossa-, non bello, di aspetto certamente non avvenente. “Eppure Dio diede tanta forza alle sue parole che famiglie che erano in conflitto furono spinte alla pace”. In questo tempo in cui viviamo nella “dittatura dell’immagine“, Francesco appare come una controimmagine che continua a parlare ancora, che ricorda che l’uomo non è ciò che appare ma ciò che è, perché c’è qualcosa che va oltre le apparenze. Questo, nell’auspicio del vescovo eletto, potrà aiutare a riflettere tanti adulti e giovani che venereranno le sue spoglie mortali.

Il saluto tra il vescovo eletto delle Diocesi di Assisi e Foligno Mons. Felice Accrocca e l’Amministratore Apostolico Mons. Domenico Sorrentino – Camera Roberta Carlucci

Gli effetti già visibili di questo ottavo centenario

I bilanci si fanno alla fine, ma già dall’apertura dell’ostensione si può affermare che ci sono effetti positivi tangibili dell’anno giubilare francescano. Le iniziative in Italia e nel mondo si moltiplicano di giorno in giorno. Lo ha confermato Davide Rondoni, presidente del Comitato nazionale per le celebrazioni dell’ottavo centenario, intervenuto in conferenza stampa da remoto e presente il 22 all’apertura dell’ostensione al pubblico e alla messa in Basilica superiore, trasmessa alle ore 11 di domenica su Rai 1.
Un aspetto non trascurabile, emerso nelle fasi organizzative e adesso che il centenario è in corso, è la concordia tra le parti politiche che si sta sperimentando sin dai primi momenti. La presidente dell’Umbria, già sindaca di Assisi, Stefania Proietti, ha sottolineato che, in un clima di collaborazione, sono state approvate leggi quali la 140 del 31 agosto 2022, che ha istituito il Comitato nazionale e fornito dotazione finanziaria, e la 151 dell’8 ottobre 2025 per l’istituzione della festa nazionale di San Francesco d’Assisi. Inoltre, in Regione Umbria, lo scorso 19 febbraio è stata approvata la Legge 1 del 2026, che sostiene le celebrazioni francescane e istituisce un hospice pediatrico come opera segno, destinata ad accompagnare la vita dei bambini e delle bambine fino all’incontro con Sorella morte.

Prossimi appuntamenti nel mese dell’ostensione

L’intero periodo dell’ostensione sarà accompagnato da un calendario articolato di iniziative liturgiche e culturali, pensate per favorire la partecipazione e stimolare la riflessione. Tra gli appuntamenti che segneranno questo mese di ostensione si ricordano la veglia dei parlamentari e dei rappresentanti delle istituzioni della Repubblica Italiana, in programma il 12 marzo alle ore 20, il Meeting Francescano Giovani dal titolo Sorella morte. Un’esperienza da scartare, che si svolgerà al Sacro Convento il 14 e 15 marzo, e il convegno Per Francesco sorella è la morte. Una provocazione alla vita, ospitato nella Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli dal 20 al 22 marzo.
La celebrazione solenne conclusiva dell’ostensione è prevista per il 22 marzo alle ore 17, nella Basilica superiore, e sarà presieduta dal cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

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